Un contratto di locazione perso, mai restituito o smarrito durante un trasloco: la situazione riguarda ogni anno un numero significativo di inquilini italiani. Questo documento contrattuale condiziona tuttavia l’accesso a sussidi per l’abitazione, la verifica dell’importo dell’affitto o ancora la prova di conformità energetica dell’abitazione. Il quadro legale impone al locatore di fornire una copia del contratto, ma nella pratica, recuperare questa copia può rivelarsi più complicato del previsto.
Contratto perso e conformità energetica: una questione diventata critica
La legge Clima e Resilienza ha modificato le regole per gli inquilini che cercano di verificare il loro contratto. Dal 1° gennaio 2025, le abitazioni classificate G nel DPE non possono più essere messe in locazione. Il contratto e le sue appendici (diagnosi di prestazione energetica, audit energetico se necessario) costituiscono l’unica prova tangibile che l’abitazione rispetti questi limiti.
Senze una copia del contratto, un inquilino non può verificare se esiste una clausola di revisione dell’affitto, né se il DPE allegato corrisponde effettivamente alla realtà dell’abitazione. Per le abitazioni energeticamente inefficienti classificate F o G, nessun aumento dell’affitto è legalmente possibile. Avere il contratto originale o una copia conforme diventa quindi un mezzo di protezione diretta.
A partire dal 2026, i rinnovi di contratto impongono in alcuni casi la fornitura di documenti giustificativi aggiuntivi, come preventivi di lavori di ristrutturazione energetica effettuati da professionisti RGE. Il contratto rinnovato è quindi più dettagliato di un contratto precedente, e la sua copia può essere richiesta per verificare questi impegni. Sapere come ottenere una copia del contratto di locazione è oggi tanto una procedura amministrativa quanto un riflesso di verifica legale.

Copia del contratto presso il locatore o l’agenzia immobiliare: cosa dice la legge
Il proprietario (o l’agenzia immobiliare incaricata) ha l’obbligo legale di fornire una copia del contratto di locazione all’inquilino. Questo obbligo si applica in qualsiasi momento del contratto, che l’abitazione sia affittata vuota o arredata.
In caso di rifiuto, le sanzioni previste dalla normativa sono severe. Un locatore persona fisica che rifiuta di redigere un contratto conforme o di fornirlo si espone a una pena che può arrivare fino a un anno di carcere e a una multa. Le persone giuridiche incorrono in sanzioni simili.
Procedura concreta per richiedere una copia
La richiesta può essere effettuata tramite posta semplice, ma un invio raccomandato con ricevuta di ritorno crea una traccia utilizzabile in caso di contenzioso. Ecco i passaggi da seguire:
- Inviare una richiesta scritta al locatore o all’agenzia specificando l’indirizzo dell’abitazione, la data di ingresso nei locali e la natura del documento richiesto (copia del contratto, appendici, DPE)
- Conservare una copia della lettera e la ricevuta di ritorno, che serviranno come prova se il locatore non risponde entro un termine ragionevole
- In assenza di risposta dopo alcune settimane, sollecitare con una seconda lettera menzionando l’obbligo legale del locatore e le sanzioni previste
I riscontri sul campo divergono su questo punto: alcuni locatori rispondono rapidamente, altri ignorano le richieste per mesi, in particolare i proprietari individuali che non si avvalgono di un’agenzia.
Piattaforme digitali e dematerializzazione del contratto di locazione
Negli ultimi anni, la diffusione digitale del contratto tramite piattaforme certificate (DossierFacile in particolare) si è affermata come una pratica comune. Questo tipo di servizio consente all’inquilino di recuperare in qualsiasi momento una copia del proprio contratto e delle sue appendici, senza dipendere dalla reattività del locatore.
La firma elettronica del contratto, regolata dal regolamento eIDAS, conferisce al documento digitale lo stesso valore legale di un contratto cartaceo firmato a mano. Un contratto firmato elettronicamente è quindi una copia valida per qualsiasi procedura amministrativa.
Limiti della dematerializzazione
Non tutti i locatori utilizzano questi strumenti. I contratti firmati prima della generalizzazione di queste piattaforme non vi figurano. Per i contratti più vecchi, l’unica opzione rimane la richiesta diretta al locatore o, in ultima istanza, l’intervento di un terzo.
Un contratto digitale archiviato su una piattaforma certificata elimina il rischio di perdita, ma presuppone che il locatore abbia scelto questo canale fin dalla firma. I dati disponibili non consentono di concludere che la maggior parte dei contratti attivi siano oggi dematerializzati.

Ricorso in caso di rifiuto del proprietario: commissione di conciliazione e tribunale
Quando il locatore rifiuta di trasmettere una copia nonostante i solleciti, si aprono due strade per l’inquilino.
La prima è l’intervento della commissione provinciale di conciliazione. Questa procedura gratuita consente di formalizzare il contenzioso e di ottenere un parere che, pur non essendo vincolante, esercita una reale pressione sul locatore. La commissione tratta i contenziosi relativi al contratto, all’affitto, alle spese e allo stato dei luoghi.
La seconda è il ricorso al tribunale civile. Un giudice può costringere il proprietario a fornire il documento sotto pena di sanzioni finanziarie. Questa procedura è più lunga e costosa, ma rimane l’unica opzione quando la conciliazione fallisce.
- Commissione provinciale di conciliazione: gratuita, accessibile senza avvocato, tempi di trattamento variabili a seconda delle province
- Tribunale civile: procedura formale, possibilità di sanzioni, spese legali da prevedere salvo aiuto giuridico
- Associazioni di inquilini (ADIL, CLCV, CNL): supporto nella redazione delle lettere e orientamento verso la procedura corretta
Clausola di revisione e indice IRL: perché la copia del contratto condiziona l’importo dell’affitto
Senze una clausola di revisione scritta nel contratto, nessun aumento dell’affitto è possibile. L’indice di riferimento degli affitti (IRL) si applica solo se il contratto lo prevede esplicitamente. La richiesta di revisione deve essere formulata per iscritto entro un anno.
Un inquilino che non dispone del proprio contratto non può verificare l’esistenza di questa clausola. Si trova nell’impossibilità di contestare un aumento, anche se irregolare. Il contratto è l’unico documento che consente di decidere.
Per le abitazioni situate in una zona soggetta a regolamentazione degli affitti (Roma, Milano, Torino e altre città), la copia del contratto consente di verificare che l’affitto rispetti i limiti normativi. Senza questo documento, qualsiasi contestazione presso la commissione di conciliazione o il tribunale diventa difficile da sostenere.
Ritrovare o ottenere una copia del proprio contratto di locazione non è una formalità da sottovalutare. Questo documento condiziona la verifica dell’affitto, la conformità energetica dell’abitazione e l’accesso a vie di ricorso in caso di contenzioso. Privilegiare la conservazione digitale fin dalla firma rimane la precauzione più efficace per evitare queste situazioni.



